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Mediasei focus: le PMI innovative

L’art. 4 D.L. 3/2015 ha introdotto le così dette «piccole e medie imprese innovative*» (o «PMI Innovative»). Si tratta, in buona sostanza, di società di capitali, anche costituite sotto forma di società cooperative che hanno le seguenti caratteristiche:

  • residenti in Italia o in uno Stato aderente all’accordo sullo spazio economico europeo, purché con almeno una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • il cui ultimo bilancio è stato certificato da un revisore o da una società di revisione, iscritti nel registro dei revisori contabili;
  • le cui azioni sono quotate in un mercato regolamentato;
  • non iscritte nel registro speciale delle «start-up innovative», istituito presso le CCIAA;
  • che possiedano almeno due dei seguenti requisiti: – volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 3% della «maggiore entità fra costo e valore della produzione della PMI innovativa»;
  • impiego, in qualità di dipendenti o collaboratori, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso università italiana o straniera, in percentuale pari o superiore a 1/5 della forza lavoro complessiva;
  • titolarità di almeno una privativa industriale.

È stata istituita presso le CCIAA un’apposita sezione speciale del registro delle imprese a cui le PMI innovative devono essere iscritte.

Il MISE, con proprio parere 3 novembre 2015, protocollo n. 222631 , ha precisato che l’eventuale insussistenza di uno dei tre requisiti sopra indicati, come, ad esempio, quello riferito all’impiego di personale con specifiche qualifiche, non fa venir meno i requisiti per l’iscrizione, a condizione che gli altri due, relativi al volume di spesa in ricerca e sviluppo e alla titolarità di almeno una privativa industriale, siano continuativamente presenti durante la permanenza nella sezione speciale del registro.

*Per comprendere la definizione dell’impresa, è necessario fare riferimento alla raccomandazione della Commissione europea, 2003/1422/CE del 6 maggio 2003 , che, innanzitutto, stabilisce che deve essere considerata impresa «ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica». In particolare vengono considerate tali tutte le «entità» che esercitano un’attività di tipo artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica. Il codice civile Il codice civile, nella parte dedicata al bilancio di esercizio, ossia agli articoli 2435-bis e 2435-ter , a seguito dell’intervento del D.Lgs. 139/2015 , definisce sia le micro che le piccole imprese, destinatarie di minori obblighi nella redazione del bilancio stesso. Le PMI L’art. 4 D.L. 3/2015 ha introdotto le così dette «piccole e medie imprese innovative» (o «PMI Innovative»). Si tratta in buona sostanza, di società di capitali, anche costituite sotto forma di società cooperative. Al fine di individuare la definizione di micro, piccola, media e grande impresa, si deve fare riferimento alla raccomandazione Comunità Europea 6 maggio 2003, n. 1422. › Per le PMI sono previste delle agevolazioni: anche le quote di srl possono essere oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso portali on-line per la raccolta di capitali.